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Accompagnare un puledro lungo il suo percorso di crescita, dal distacco dalla madre fino al compimento del primo e del secondo anno di vita, è una delle sfide più delicate ed entusiasmanti per allevatori e proprietari.

Anche l’alimentazione, in questo frangente, offre innumerevoli opportunità che non si limitano soltanto a coprire i fabbisogni immediati dell'animale, ma posano le fondamenta biologiche, scheletriche e muscolari del cavallo adulto.

Sbagliare l'impostazione nutrizionale in questa fase critica può compromettere lo sviluppo dell'apparato locomotore e, di conseguenza, l'intera carriera sportiva e agonistica dell'atleta di domani. Per questo motivo è indispensabile pianificare con precisione scientifica ogni singolo passaggio al fine di garantire un accrescimento armonioso e fisiologico.

La fase di svezzamento: tempi, fisiologia e gestione del distacco

Lo svezzamento rappresenta la transizione fisiologica e comportamentale dalla dipendenza dal latte materno all’assunzione autonoma di alimenti solidi. Questo processo inizia generalmente intorno ai 6 mesi di età, anche se in base alla gestione dell'allevamento e allo sviluppo del puledro può prolungarsi fino all’8° mese.

Già a partire dal 4° mese si nota un cambiamento naturale: il puledro comincia a mostrare una spiccata curiosità verso l'ambiente circostante. Inizia a brucare i primi fili d'erba, ad assaggiare il foraggio della madre e a "sottrarre" piccole dosi di mangime solido dalla fattrice. Questo comportamento spontaneo non deve essere ostacolato, in quanto stimola due processi cruciali:

  1. Lo sviluppo dell'apparato masticatorio e della dentizione, adeguando le strutture dentali alla triturazione della fibra rigida.

  2. La colonizzazione e la maturazione del microbiota intestinale, indispensabile per la futura fermentazione cecale e del foraggio.

La parola d'ordine in questa fase deve essere gradualità. Un distacco brusco causerebbe un picco di stress emotivo e metabolico, con conseguenti ripercussioni sulla funzione digestiva e sul sistema immunitario.

Per prevenire alterazioni dell'equilibrio enterico dovute al cambio di alimentazione e allo stress emotivo del distacco, dal 5° mese, è fondamentale affiancare alla dieta di transizione un supporto specifico per la funzionalità digestiva. In questo contesto, l'impiego del mangime complementare Trophogast Equiplanet aiuta a mantenere la fisiologica integrità della mucosa gastrica ed enterica, proteggendo il puledro dai disordini digestivi tipici di questo periodo.

La scelta delle fonti foraggere durante lo svezzamento

Il foraggio rappresenta il pilastro insostituibile della razione di qualsiasi cavallo, ma nel puledro in fase di svezzamento la qualità della fibra deve essere valutata con estrema attenzione. Avendo una dentizione ancora incompleta e un apparato digerente in via di strutturazione, il piccolo necessita di foraggi estremamente morbidi, digeribili e privi di polveri o muffe.

È altamente consigliabile inserire nella dieta una quota di erba medica di prima scelta, utilizzata in una proporzione pari al 30% circa della quota totale di foraggio.

L'erba medica garantisce infatti:

  • Un eccellente apporto di proteine nobili, ricche di amminoacidi essenziali.

  • Un'elevata concentrazione di calcio naturale, fondamentale per il tessuto osseo.

  • Un'ottima appetibilità e masticabilità per i denti da latte del puledro.

 Il restante 70% della frazione foraggera dovrà essere costituito da fieno polifita di prima qualità, morbido e raccolto a uno stadio vegetativo precoce, lasciandolo sempre a disposizione per stimolare la continua motilità gastrointestinale.

Il paradosso del metabolismo a 6 mesi e i rischi degli eccessi calorici

Un dato tecnico di fondamentale importanza evidenziato dai nutrizionisti di Equiplanet riguarda i fabbisogni energetici: un puledro svezzato di 6 mesi (con un peso da adulto stimato di 500 kg) presenta un fabbisogno di energia digeribile che è del tutto sovrapponibile a quello di un cavallo adulto in mantenimento.

Di fronte a questa richiesta energetica, molti allevatori commettono l'errore di somministrare dosi eccessive di mangimi ricchi di amidi e zuccheri complessi per spingere al massimo l'accrescimento visibile dell'animale. Questo approccio è estremamente pericoloso: un apporto sproporzionato di concentrati provoca una crescita corporea troppo rapida e uno sbilanciamento ponderale rispetto alle capacità di tenuta del tessuto osseo e cartilagineo ancora immaturo.

Il sovraccarico calorico è una delle cause primarie dell'insorgenza delle cosiddette DOD (Disordini Ortopedici dello Sviluppo), un gruppo di problematiche dell'accrescimento che possono compromettere per sempre la funzione articolare dell'atleta. Il puledro non deve accumulare massa grassa, ma sviluppare tessuti nobili (ossa, tendini, legamenti e muscoli) in maniera armonica.

Il profilo nutrizionale ideale del mangime complementare per la crescita

Per evitare carenze strutturali o eccessi calorici, la frazione concentrata della dieta deve essere formulata appositamente per la specie equina in accrescimento.

Un mangime complementare destinato al puledro deve possedere caratteristiche precise:

  • Elevata digeribilità: preferibilmente estruso o pellettato, per massimizzare l'assimilazione intestinale dei nutrienti.

  • Quota proteica adeguata: un tenore proteico attorno al 14-16%, derivante da fonti ad alto valore biologico.

  • Profilo aminoacidico bilanciato: la presenza di amminoacidi limitanti come Lisina e Metionina è l'elemento davvero discriminante. Senza un corretto apporto di Lisina, la sintesi proteica e lo sviluppo muscolo-scheletrico subiscono un arresto, indipendentemente dalla quantità di proteine totali presenti nella dieta.

 Il supporto nutrizionale Equiplanet per la fase post-svezzamento:

Per garantire la copertura ottimale di questi fabbisogni senza appesantire il metabolismo con eccessi di carboidrati non strutturali, Equiplanet propone il mangime complementare Mac Breed, studiato appositamente per integrare la razione con un'elevata quota di aminoacidi essenziali (tra cui L-Lisina ad altissima concentrazione) ed elementi nutrizionali indispensabili per il corretto sviluppo muscolare.

L'evoluzione della nutrizione dai 12 ai 24 mesi di età

Procedendo lungo la curva di crescita, si riscontra che a 12 mesi di vita il puledro ha già raggiunto circa il 65% del suo peso da adulto e oltre il 90% della sua altezza definita. Vedendolo già sviluppato in altezza, si potrebbe pensare che le sue esigenze nutrizionali si siano stabilizzate.

In realtà a un anno di età la costruzione scheletrica e muscolare del cavallo non è ancora definita. Le piastre di accrescimento osseo sono tutt'altro che saldate e la densità minerale dell'impalcatura scheletrica deve ancora completarsi.

 

Età del Puledro

% Peso Adulto Raggiunto

Caratteristiche del Fabbisogno Nutrizionale

6 Mesi

~ 45-50%

Fabbisogno energetico pari all'adulto in mantenimento. Focus su digeribilità e svezzamento.

12 Mesi

~ 65%

Struttura scheletrica in via di definizione. Massimo fabbisogno di aminoacidi e minerali.

24 Mesi

~ 85-90%

Consolidamento osseo e maturazione muscolare. Quantità adattate al lavoro.

 

Dal punto di vista della tipologia di alimento, il mangime utilizzato a 12 mesi può rimanere concettualmente lo stesso anche verso i 24 mesi. A variare sensibilmente devono essere le quantità somministrate, che vanno ricalibrate in base al tasso di accrescimento individuale, al punteggio di condizione corporea (Body Condition Score) e al livello di attività fisica (es. paddock, inizio del lavoro d'addestramento).

Mineralizzazione ossea e integrazione di micronutrienti

Per sostenere una corretta mineralizzazione scheletrica nel puledro da 1 a 2 anni di età, la semplice quota di fieno e mangime base spesso non è sufficiente a coprire i fabbisogni di macro e micro elementi.

Servono apporti costanti e bilanciati di:

  • Calcio e Fosforo: Mantenuti in un rapporto reciproco corretto (idealmente compreso tra 1,5:1 e 2:1) per evitare processi di demineralizzazione.

  • Rame e Zinco chelati: Fondamentali per la sintesi del collagene e la salute delle cartilagini articolari.

  • Vitamina D3 e Vitamina A: Indispensabili per regolare il fissaggio del calcio nelle ossa e sostenere la risposta immunitaria.

Per rispondere a queste esigenze minerali e vitaminiche senza alterare l'equilibrio energetico della razione, l'inclusione periodica del mangime minerale Osteo Foal garantisce il corretto apporto di calcio, fosforo, oligoelementi e vitamine, supportando la naturale solidità della struttura osteo-articolare del giovane cavallo in accrescimento.

Conclusioni e monitoraggio della crescita

Alimentare correttamente un puledro è un'arte che unisce la conoscenza della fisiologia equina all'osservazione quotidiana del soggetto. Segni come perdita improvvisa di peso, pelo opaco, gonfiori articolari o variazioni dell'appetito sono campanelli d'allarme che indicano la necessità di ricalibrare la dieta o la velocità dello svezzamento.

 

L'impiego coordinato di foraggi di qualità eccellente, unito al supporto scientifico dei mangimi complementari della linea Equiplanet, consente agli allevatori di accompagnare il puledro verso l'età adulta in piena salute e sicurezza, ponendo le basi per un futuro da vero campione.

 

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